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giovedì 20 maggio 2010

ICI sui canoni concordati: allora avevamo ragione?

Nell’editoriale del 7 Maggio u.s. avevamo espresso le nostre perplessità in ordine al rifiuto interposto dalla maggioranza che governa il Comune di Campi Bisenzio all’eliminazione dell’ICI sui canoni di locazione concordati (che scaturiscono dai cosiddetti “patti territoriali” stipulati dalle organizzazioni degli inquilini, quelle dei proprietari e dagli enti locali). Le nostre esternazioni sono state oggetto di una sorta di gogna mediatica su tutti i giornali locali (ultima perla l’intervento del capogruppo PD su “Disegno Comune” – mensile edito dall’amministrazione comunale di Campi Bisenzio) con l’accusa di voler arrecare un danno economico notevole ed una conseguente riduzione dei servizi da parte del Sindaco e della giunta.
A niente è valso far notare il limitato impatto economico di un simile provvedimento. Allo stesso modo, non è stato colto il grande valore simbolico del provvedimento medesimo in termini di creazione di un nuovo rapporto con il mondo della piccola proprietà. La conseguenza di questa rinnovata relazione sarebbe oltretutto il reperimento di alloggi ora bloccati da una sorta di sfiducia nel sistema delle “locazioni”, dovuta sia a problematiche fiscali che alle difficoltà derivanti dall’impossibilità di rientrare in possesso in tempi brevi del bene, perfino in presenza di sfratti per morosità.
Siamo rimasti sorpresi ed anche sconcertati, dalle dichiarazioni dell’Assessore alle politiche abitative del Comune di Campi Bisenzio che testualmente ha affermato “si intende avviare un ragionamento in ordine all’utilizzo delle misure fiscali generali per alleviare la tensione abitativa e favorire l’aumento dell’offerta di abitazioni sul mercato. Potrebbe essere affrontato il tema dell’ICI, verso il quale c’è una sensibilità da parte dei piccoli proprietari, stante che il mercato dell’offerta degli alloggi in locazione è composto in stragrande maggioranza da questa tipologia di persone”. Una tesi ripresa nella relazione del SUNIA che “sollecita la ripresa del tavolo di trattativa per il rinnovo degli accordi territoriali stipulati nel lontano 2004 e l’eventuale estensione dell’azzeramento dell’ICI come deliberato dal Comune di Firenze”.
Allora ci è sorta spontanea la domanda: ma il capogruppo del P.d. parlava per se stesso o per la maggioranza? E dietro questa serie di attacchi c’era soltanto una posizione personale o quella del Sindaco e Giunta? In parole povere: ma chi governa a livello locale ha le idee chiare? Ai posteri l’ardua sentenza.

giovedì 13 maggio 2010

Casa: ma in quale anno siamo?

Anche se quando parliamo di casa siamo ormai abituati da molto tempo a vederne e sentirne di tutti i colori siamo rimasti sconcertati dalla mozione che sarà presentata nel corso del consiglio comunale di Campi Bisenzio con la quale si chiede addirittura il blocco degli sfratti per morosità. Avete letto bene: gli sfratti per morosità.
Servirebbe a poco chiedersi se chi propone la mozione si è reso conto che siamo nel 2010 e che la proprietà da molto tempo, almeno così speravamo che fosse, non è più considerata un “furto”. Allo stesso modo, non servirebbe domandarsi se qualcuno possa pensare ancora alla possibilità di requisire le abitazioni, direttamente od indirettamente, come avveniva in altri tempi ed in altro luogo. L’unica cosa che si potrebbe pensare, legittimamente direi, è che qualcuno ha perso completamente il senso dei tempi e della realtà!
Come si può pensare di espropriare, anche se parzialmente e/o temporaneamente, un bene che appartiene a qualcuno che, facendo sacrifici e rinunce, ha investito i propri risparmi in un appartamento da cedere in locazione? Il fine di questi proprietari, legittimo ed apprezzabile vista la difficoltà di reperire alloggi in affitto, spesso è di integrare una pensione od uno stipendio insufficienti a garantire condizioni. Come si può ancora oggi ritenere che il privato possa essere obbligato a farsi carico del problema di altri cittadini rinunciando ad un canone di locazione percepito legittimamente e sul quale vengono corrisposte tasse ed imposte ben oltre il limite della tollerabilità?
Non sarebbe invece giusto e corretto pensare che nei casi di morosità spesso dovuti alla mancanza di lavoro o alla perdita del reddito precedentemente percepito dovrebbe semplicemente intervenire lo Stato, attraverso gli enti locali più vicini al problema, con aiuti per far fronte all’impegno assunto al momento della stipula del contratto di locazione?
Sarebbe ormai giunto il momento che qualsiasi forza politica – qualsivoglia idea o ideologia rappresenti – cominciasse a pensare in maniera completamente diversa. Con questi metodi non si risolve assolutamente il problema della casa e non si fa altro che incentivare la disaffezione dei proprietari nei confronti della locazione, con la conseguenza che diventa preferibile tenere una casa sfitta piuttosto di dover affrontare l’odissea di uno sfratto soprattutto se per morosità.
Questo modo di pensare, unito all’incapacità della politica di affrontare con iniziative giuste e valide il problema rifugiandosi nell’infinita lista dei decreti di blocco degli sfratti (per fine locazione prima - e se questo è il pensiero insito nella mozione della quale parliamo – si rischia di arrivare al blocco anche per quelli dovuti a morosità) ha provocato l’enorme fenomeno delle case sfitte arrivate ormai alla cifra impressionante di circa 800.000 unità.
E’ proprio difficile pensare che una politica seria e provvedimenti giusti riporterebbero sul mercato questa enorme massa di abitazioni risolvendo definitivamente il problema casa? E non si riesce a pensare niente di meglio che bloccare perfino gli sfratti per morosità? Povera politica come è caduta in basso!

venerdì 7 maggio 2010

A proposito di "federalismo fiscale"!!!

Ci eravamo posti più volte la domanda su come sarebbe stato interpretato il “federalismo fiscale” tanto sbandierato in questi ultimi mesi e sul quale sembra che si debba giocare la vita stessa del Paese, per altro scosso da ben altri problemi ed ancora più preoccupato per le notizie poco rassicuranti che provengono dai nostri vicini greci. Tuttavia, ancora non abbiamo ricevuto notizie precise su finalità e contenuti di un provvedimento al quale vengono attribuite proprietà talmente eccezionali da risolvere per sempre problemi di tutti i tipi e di qualsivoglia natura.
Il Paese è economicamente allo sbando? Ci pensa il federalismo fiscale! Gli enti locali versano in cattive acque per una dissennata politica della spesa? Ci pensa il federalismo fiscale! I cittadini (non parliamo poi dei consumatori) non hanno – salvo rarissime eccezioni - più fiducia nelle loro istituzioni? Niente paura: ancora una volta, ci pensa il federalismo fiscale!
Questa la cornice di un quadro che, ribadiamo, deve essere completamente disegnato, partendo dal presupposto che sarà comunque difficilissimo mettere insieme una gamma armonica di colori in quanto il pennello passa da una mano all’altra senza un senso logico ed un efficace coordinamento del grandissimo numero di soggetti che, necessariamente, dovranno dire la loro.
Nel nostro piccolo a Campi Bisenzio abbiamo avuto la prova, purtroppo, di cosa ci aspetta. E’ accaduto in occasione di un recente consiglio comunale nel corso del quale ad una precisa richiesta di togliere l’ICI (prevista al 4,8 per mille con applicazione delle detrazioni) per le abitazioni a canone concordato al solo fine di favorire il ritorno sul mercato di qualche appartamento da cedere in locazione a chi si trova in difficoltà nella ricerca di una casa, c’è stata una sollevazione di sindaco e giunta che hanno giudicata la proposta una sorta di reato di lesa maestà – meglio sarebbe dire di “lesa tassazione” – e di attentato alle risorse economiche del comune.
A niente è servito spiegare che si sarebbe trattato di un incentivo “simbolico” visto il numero limitato degli appartamenti comunque reperibili (10 o 20 sarebbe già un numero importante per alleviare la penuria di alloggi ma evidentemente insufficiente per risolvere in modo esaustivo il problema) e del tutto insignificante per le risorse dell’amministrazione comunale. La somma in discussione, infatti, sarebbe stata nell’ordine dei 4/5.000 euro annui, recuperabili forse con una semplice riduzione di spese superflue e/o comprimibili senza alcun danno. E neppure è servito far notare che la stessa somma, senza voler economizzare su altre voci, poteva essere recuperata semplicemente con il risparmio dell’importo da erogare per contributi in conto locazione, in quanto (è semplicemente una piccola operazione di matematica elementare) i canoni concordati sono quasi la metà di quelli liberi.
E’ stata la classica dimostrazione pratica di come sarà interpretato il federalismo fiscale da chi ci amministra a livello locale. Inoltre, si è avuta la conferma – cosa che abbiamo sostenuto in molte occasioni – che pur cambiando le regole non si modifica niente se non cambiano la mentalità ed il comportamento dei nostri amministratori.

venerdì 3 luglio 2009

Affitti irregolari: quali soluzioni?

Particolare scalpore ha sollevato la notizia riportata da quasi tutti i quotidiani – ripresa anche da alcune emittenti radiofoniche locali – che la Guardia di Finanza, al termine di una serie di controlli che hanno riguardato cinquanta posizioni, ha accertato che la metà dei contratti di locazione è “a nero” con un’evasione fiscale di quasi 300.000 euro nel corso dei primi sei mesi dell’anno corrente. Si tratta, come specificano i giornali, di una serie di accertamenti compiuti nella città di Firenze e in alcuni dei principali comuni della provincia (fra gli altri Campi Bisenzio, Scandicci, Empoli) incrociando i dati contenuti in alcune banche dati, sulla base delle risposte fornite ad un questionario inviato a molti studenti dell’università di Firenze ed, ovviamente, anche in virtù di segnalazioni ed esposti pervenuti alla Guardi di Finanza e la Polizia Municipale di Firenze.
Questa in termini essenziali la notizia che certamente colpisce ma non sorprende in quanto più volte anche noi siamo intervenuti sull’argomento rimarcando la nostra contrarietà ad un deprecabile metodo, peraltro diffuso come l’evasione in molti altri settori ed attività, che non solo inquina il mercato ma rende impossibile giungere, sarebbe da dire finalmente, ad un diverso sistema fiscale sui redditi da locazione basato sulla più volte promessa - anche dall’attuale primo ministro in campagna elettorale - e mai attuata cedolare secca sulle locazioni. Pur non essendo assolutamente ingiustificabile l’evasione, che come detto danneggia tutti i cittadini corretti ed onesti impedendo la rimodulazione delle aliquote in base alle entrate tributarie effettive, è evidente come l’attuale livello di imposte che gravano sulla casa in generale (mitigato solo in parte minimale dall’abolizione dell’ICI sull’abitazione principale) e sulle locazioni in particolare sia arrivato ad un punto tale di onerosità da incentivare questo censurabile comportamento. Abbiamo già fatto notare nelle scorse settimane come uno studio compiuto dalla Confedilizia dimostri che la soluzione proposta, ripetiamo accolta da tutte le forze politiche, maggioranza ed opposizione, non provochi quegli stravolgimenti paventati dal governo nelle entrate fiscali in quanto la regolarizzazione di molti dei contratti esistenti, conseguente alla cedolare secca sui redditi da locazione, coprirebbe gran parte del mancato introito per la riduzione dell’aliquota imposta (legata ora alla progressività del reddito del proprietario dell’immobile) e consentirebbe il ritorno sul mercato di numerose abitazioni sfitte che tali sono anche – ma non solo - per ragioni fiscali. Questo risultato provocherebbe la contemporanea riduzione di altre spese che lo stato sostiene (attraverso gli enti locali) per dare un alloggio a chi non lo ha o per aiutare, con contributi di vario genere, coloro che non riescono a far fronte al canone di locazione.
Più volte abbiamo chiesto al governo di attuare questo provvedimento almeno per i contratti di locazione abitativa agevolata accettando i quali i proprietari (e la nostra associazione che li rappresenta in occasione delle periodiche trattative) dimostrano la massima disponibilità ed apertura ricevendo in cambio poca collaborazione da qualche comune che, vedi il caso di Firenze, pretende il pagamento dell’ICI riservandosi di restituirlo, ovviamente a tempo e comodo, al locatore. Se questo è il sistema di incentivare le locazioni e di porre fine alla piaga del nero non è certo un buon inizio!

venerdì 29 maggio 2009

Acqua: il confronto tra Publiacqua, difensori civici e Confedilizia. Qualcosa si muove!

Il Convegno organizzato da Confedilizia Delegazione di Campi Bisenzio-Signa e la sede territoriale di Firenze dell’associazione con la collaborazione della Presidenza del Consiglio comunale di Campi Bisenzio, svoltosi il 21 Maggio u.s. presso l’Auditorium della Cassa di Risparmio di Firenze ha rappresentato una svolta importantissima nell’ottica della realizzazione di una base permanente di confronto fra tutti coloro che operano nel settore dei servizi idrici e/o ad essi rivolgono parte della loro attività.
Essere riusciti a mettere insieme – forse per la prima volta - il Presidente di Publiacqua, Amos Cecchi, il difensore civico regionale, Giorgio Morales, quello di Firenze, Alberto Brasca, e dei comuni della piana, Emanuele Pellicanò, oltre ai vertici di Confedilizia Firenze e di Campi Bisenzio-Signa, Nino Scripelliti ed Antonio Esposito, in rappresentanza dei proprietari di case e degli amministratori di condominio, costituisce un segnale importantissimo sulla volontà reciproca di conoscere i problemi e di poterli quindi affrontare in futuro nel modo migliore a tutto vantaggio dei cittadini-utenti.
Sul tavolo sono state poste tutte le questioni che rappresentano la quasi totalità di quelle segnalate ai difensori civici dai cittadini nonché quelle problematiche che gli amministratori di condominio od i singoli proprietari di casa si trovano ad affrontare quotidianamente diventando fonte di discussioni, lamentele e proteste nei confronti dell’ente erogatore del servizio, ma – cosa più importante – con un confronto, aperto e chiaro, sono state avanzate proposte per il miglioramento del servizio e dei rapporti tra Publiacqua ed utenti da realizzarsi anche mediante altri incontri ed una valorizzazione delle commissioni congiunte.
Il difensore civico del Comune di Firenze, Alberto Brasca, dopo aver premesso che le pratiche delle quali si occupa il suo ufficio non hanno un valore statistico, si è soffermato “sulle molte lamentele che derivano dalla mancata effettuazione delle letture dei contatori, così come previsto dalla carta dei servizi, con emissione di bollette con importi elevatissimi. Il problema diventa drammatico se tra una lettura e l’altra si verifica una perdita occulta. In questi casi si raggiungono cifre consistenti alle quali gli utenti a volte non sono in grado di far fronte”. Altro motivo di lamentele rivolte al difensore civico è costituito dalla mancanza di chiarezza delle bollette – non solo di Publiacqua ma soprattutto di quelle delle ditte “recapitiste” – che sono “compilate con formule spesso molto generiche, per cui anche per noi è difficile arrivare a capirne il significato ed il perché”. Infine – ha affermato Brasca – esiste la nota dolente del deposito cauzionale cioè la cifra che l’utente versa quando sottoscrive il contratto. “A Firenze sono frequenti casi di contratti dalla durata anche di pochi anni, esempio tipico il caso degli studenti, e quando il contratto viene interrotto non si sa più a chi richiedere la restituzione del deposito. I soldi infatti sono stati pagati al recapiti sta che poi li ha girati a Publiacqua per cui se li chiedi al primo ti dicono di rivolgerti alla seconda. E con Publiacqua il problema è… molto confuso!”.
Un problema, segnalato anche dagli altri difensori civici visto che è esteso a tutto il territorio, che Brasca definisce “dramma” è costituito dalla chiusura dell’acqua. “A volte, per un solo utente moroso, chiudono l’acqua a tutto il condominio, anche a tutti gli utenti che hanno pagato regolarmente. Chi ha sempre pagato vive ovviamente tutto questo come un ingiustizia profonda, inoltre spesso le informazioni sono assai deboli: Publiacqua fa una sorta di “cassettinaggio”, mette nelle cassette dei fogliolini che possono andare facilmente perduti. E’ successo che i cittadini si siano visti togliere l’acqua senza alcun preavviso”.
Il difensore civico dei comuni della piana, Emanuele Pellicanò, ha evidenziato come i problemi sollevati dai cittadini siano in gran parte analoghi con al primo posto “le perdite occulte, aggravate dai ritardi nelle letture dei contatori e nelle fatturazioni. Proprio le fatturazioni poco frequenti, al ritmo di una bolletta all’anno, sono un’altra nota dolente, mentre ancora poco conosciuta è l’assicurazione contro le perdite occulte, la polizza che con pochi euro all’anno consente di coprire eventuali “bollette pazze” dovute proprio alle falle nelle tubazioni. Anche nella piana si lamentano spesso bollette incomprensibili e difficoltà nel farsi restituire il deposito cauzionale”. Interessante e da valutare – per Pellicanò – è un problema che sembra riguardare soprattutto Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio: quello delle corti interne. “Ci sono “zone grigie” dove il confine tra l’area pubblica e quella privata è incerto, anche per gli uffici comunali, e non si riesce a stabilire chi debba intervenire per riparare un guasto. A Calenzano si aggiungono i problemi di interruzione del servizio, con i rubinetti che restano all’asciutto come è successo anche nel palazzo comunale. Importante è anche la questione relativa a chi acquista una casa di nuova costruzione con il costruttore che assicura dell’esistenza della rete idrica per gli allacciamenti mentre Publiacqua sostiene la necessità di realizzare una nuova rete. Si ha l’impressione, forse più che questa, di uno scaricabarile ed un rimpallo di competenze nel quale il cittadino viene stritolato”.

venerdì 15 maggio 2009

Acqua: un convegno per “schiarirsi” le idee

Spesso gli organi di informazione (radio-televisivi e carta stampata) riportano notizie di proteste da parte dei cittadini. Sono sovente le associazioni dei consumatori a puntare il dito contro la gestione del servizio dell’acqua e, in modo particolare, sul problema delle tariffe che rappresentano un ragguardevole onere per le famiglie soprattutto in una fase di crisi economica andata ad aggravare una situazione di difficoltà già palese in molti settori della popolazione. Inoltre, con sempre maggiore frequenza, i rapporti dei difensori civici sulle istanze presentate loro dai cittadini vedono al primo posto proprio le lamentele connesse all’acqua ed al servizio di bollettazione.
Ci sembrava opportuno fare un punto sulla situazione ed eventualmente suggerire, nell'ottica dell’utente, gli eventuali possibili interventi tesi a rendere più efficiente e più equo un servizio essenziale come la fornitura dell’acqua, bene sempre più prezioso di cu evidentemente non è possibile fare a meno – ovviamente senza gli sprechi che in passato erano frequenti e più estesi di quanto si possa pensare - ove si voglia mantenere quel livello di civiltà raggiunto dai paesi occidentali.
Lungi da voler intervenire in questa sede sulla questione ampiamente dibattuta dei metodi di gestione di un bene prezioso come appunto l’acqua – se deve essere cioè pubblica o privata - e meno che mai nell’ambito politico mediante un’analisi del mondo delle partecipate – come la maggior parte delle aziende erogatrici del servizio – in questo incontro vorremmo esclusivamente esaminare le problematiche delle tariffe (proprio come dice il titolo del convegno “dal rubinetto al depuratore”), i riflessi della recente sentenza della corte costituzionale sul canone di depurazione, le modalità di svolgimento del servizio di bollettazione per i condomini e le implicazioni dei contratti di erogazione del servizio nell’ambito dei condomini.
La presenza al convegno citato di relatori come il massimo rappresentante di una delle aziende leader del settore, Publiacqua – il Presidente Amos Cecchi – e dei Difensori Civici Regionale (Giorgio Morales), della città di Firenze (Alberto Brasca) e dei Comuni della Piana (Emanuele Pellicanò) costituiranno da una parte la garanzia di un esame approfondito del “mondo dell’acqua” e dall’altra la speranza che possano scaturire proposte concrete, se non altro per l’esperienza e la professionalità delle personalità di cui sopra.
Da parte nostra – di Confedilizia Firenze e della delegazione di Campi Bisenzio e Signa – possiamo essere già in partenza soddisfatti (ed anche un po’ orgogliosi) dell’opportunità che offriamo, non solo ai nostri iscritti, ma a tutti i cittadini ed in particolare agli operatori del settore, di confrontarsi con le persone che meglio di chiunque altro conoscono il mondo dell’acqua ed i suoi problemi.
Sarà nostro compito non farci sfuggire l’occasione eccezionale che si presenta trasformandola in un’opportunità – anche futura – di lavorare insieme per migliorare un servizio vitale.

giovedì 23 aprile 2009

Perché insieme all'AVIS?

Nello scorso fine settimana si è tenuta a Campi Bisenzio l’assemblea regionale dell’AVIS che è stata sponsorizzata anche dalla nostra associazione “con un contributo economico – come detto dal Presidente Regionale Luciano Franchi – a sostegno della nostra attività il cui significato, al di là del valore reale, è di grande peso simbolico.”
Un peso simbolico al quale, nel nostro intervento nel corso dei saluti ai delegati presenti alla manifestazione, abbiamo cercato di dare una spiegazione che risulta abbastanza comprensibile ove si consideri l’importanza dell’azione svolta dalle nostre rispettive associazioni operanti per la tutela dei più importanti beni di ciascun essere umano: la vita e la casa.
Indubbiamente non può essere disconosciuto come la prima speranza di ciascun individuo sia quella di essere sempre in salute, ma è altrettanto indiscutibile come subito dopo venga il desiderio di avere una propria casa. Un bene che è sempre al primo posto nelle aspirazioni di qualsiasi persona. E’ evidente, quindi, come entrambe le associazioni, ai primi posti nella tutela dei beni primari e più importanti per tutti gli uomini, non potevano non trovare motivi di collaborazione e sinergie importanti per migliorare la rispettiva capacità operativa.
A maggiore conferma di una simile interpretazione non possiamo fare a meno di considerare come la tragica vicenda del terremoto dell’Abruzzo colpisca in modo drammatico le nostre associazioni. Entrambe si trovano in prima linea, l’una nel collaborare per un aiuto concreto nei confronti dei feriti e l’altra nell’evitare al massimo le difficoltà di chi è rimasto senza la propria casa (ovviamente spesso duramente sudata), oltreché attivarsi al massimo affinché siano osservate le norme antisismiche vigenti da parte di chi costruisce e da ultimo, ma non per ordine di importanza, di vigilare affinché siano evitate disposizioni che da tempo lobby molto forti tentano di imporre a danno dei proprietari di casa.
Siamo certi che la nostra collaborazione continuerà nel tempo e vogliamo fortemente sperare che questa occasione sia stata solo l’inizio di un percorso, lungo, da fare insieme per migliorare la reciproca operatività, nel nostro comune in prima istanza, ed in tutta la regione successivamente.
Non potrà essere disconosciuta l’importanza che ha rappresentato la prestigiosa manifestazione dell’AVIS (ed in minima parte anche di Confedilizia nella sua veste di sponsor) per il Comune di Campi Bisenzio, in quanto ha dimostrato come le associazioni possano costituire un punto di partenza importante per dare slancio all’economia locale – ovviamente a partire dal commercio in grande difficoltà – mediante la valorizzazione di una sorta di turismo congressuale che veda la collaborazione dell’ente locale con quelle organizzazioni territoriali in grado di svolgere un ruolo importante per la realtà locale. L’augurio è che ciò possa avvenire e che il Sindaco e la Giunta comprendano il valore e l’importanza di una simile opportunità!

venerdì 20 marzo 2009

ICI ed aree fabbricabili

Questa volta il nostro appuntamento settimanale si occupa di un problema particolarmente sentito da molti cittadini i quali, come accaduto a Campi Bisenzio con le note vicende giudiziarie che hanno di fatto fermato per lungo tempo l’attività edilizia, hanno protestato vibratamente per essersi visti addebitare somme esagerate per l’ICI sulle aree dichiarate fabbricabili ed al contrario sostanzialmente bloccate.
Per questo, contrariamente al solito, ci avvaliamo di un intervento del nostro Presidente nazionale che sul mensile dell’associazione esamina il problema delle aree fabbricali e della relativa imposta alla luce di una sentenza della Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia particolarmente interessante e tale da aprire prospettive per coloro i quali hanno vissuto sulla propria pelle queste situazioni.
“L’inserimento di un’area in un Piano regolatore anche solo adottato, rende la stessa imponibile ai fini Ici indipendentemente dal suo successivo inserimento in un piano attuativo e, dunque, dalla sua concreta edificabilità. Lo ha stabilito una norma (di “interpretazione autentica” della previgente normativa) della manovra Bersani-Visco del 2006, norma ritenuta da molti commentatori criticabile sul piano dei buoni, e corretti, rapporti che dovrebbero intercorrere tra Fisco e cittadini. Ma ora vengono vieppiù al pettine i nodi creati da un legislatore (affamato di soldi) che ha di fatto stabilito – come visto – l’imponibilità ai fini Ici anche di aree in realtà non fabbricabili, se non in modo del tutto remoto (o, addirittura, ad iniziativa – in caso di previsione della necessità di un piano di attuazione pubblico – dello stesso ente impositore). In un’esemplare sentenza, la Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia (Presidente Nicastro, relatore Crotti) ha così stabilito che se non si può contestare – sulla base della previsione di legge, avallata dalla Corte costituzionale – l’imponibilità, si può e si deve contestare il valore attribuito da parte del Comune interessato alle aree di cui trattasi, e così prenderle in esame – ad una ad una – in relazione al loro (concreto) grado di edificabilità e, quindi, considerando il loro conseguente valore. Insomma, siffatte aree saranno anche - per legge – imponibili. Ma nello stabilirne il valore (e quindi nel determinare l’imposta) si dovrà – hanno detto i giudici tributari emiliani – tener conto del fatto che, in molti casi, si tratta di una fabbricabilità puramente in astratto. Presidente Confedilizia Corrado Sforza Fogliani“
Di nostro, alle considerazioni importantissime del Presidente, vorremmo solo esprimere la speranza – che fino da adesso consideriamo vana ed utopistica – che le amministrazioni locali prendano atto della sentenza che abbiamo riportato evitando a tutti i cittadini interessati di ricorrere alle varie Commissioni tributarie provinciali per vedersi riconosciuto il diritto ad un equo trattamento fiscale. Purtroppo i precedenti, vedi la questione del canone di depurazione con la corsa alla decretazione che di fatto ha inserito il “canone per l’idea”, non depongono a favore di questo auspicio ma prospettano l’adozione di apposite iniziative comprese quelle di Confedilizia nelle varie sedi territoriali dell’associazione.

lunedì 22 ottobre 2007

Presentazione del Blog

Cari amici e condomini,

ancora una volta il mio studio, nell’intento di sviluppare ancora di più e meglio il rapporto fra condomini ed amministratore, si è fatto promotore dell’apertura di un blog che permetterà a tutti Voi di interloquire direttamente con noi segnalandoci problemi, sottoponendoci quesiti e fornendoci risposte su tematiche che di volta in volta sottoporremo alla Vostra attenzione.

Non ci occuperemo soltanto del condominio ma il nostro rapporto potrà svilupparsi anche per tutte le problematiche che riguardano la casa ed il condominio come le tasse locali, le agevolazioni fiscali in campo energetico ed infine, ma non ultimo, il rapporto del condominio con gli enti locali e l’amministrazione del territorio (vedi a fianco il nostro primo sondaggio che vuole capire il vostro pensiero i merito alla grave situazione del Comune di Campi Bisenzio).

Vedremo di sviluppare una sorta di forum che ci consenta di conoscere più velocemente e meglio le tematiche che quotidianamente ci troviamo ad affrontare, di sapere in quali settori e per quali motivi potrà essere più efficace il nostro lavoro in una sorta di assemblea condominiale allargata che permetta di instaurare un rapporto ancora più ampio per un nuovo modo di amministrare il condominio.

Sarà come se l’Amministratore, questo professionista ancora non del tutto conosciuto, uscisse dal proprio studio per incontrarVi, uno per uno, nelle Vostre case e nel Vostro ambiente e per essere al Vostro fianco in qualsiasi momento della giornata.

Da parte nostra, mia in particolare, sarà fatto di tutto affinché questa iniziativa abbia successo per continuare a migliorare quel modello di rapporto condomino/amministratore che da tempo abbiamo fra noi instaurato.

Speriamo che anche da parte Vostra ci sia lo stesso entusiasmo e la stessa volontà di creare insieme qualcosa di nuovo.

Vi aspettiamo tutti! Un carissimo saluto.


Antonio Esposito