Particolare scalpore ha sollevato la notizia riportata da quasi tutti i quotidiani – ripresa anche da alcune emittenti radiofoniche locali – che la Guardia di Finanza, al termine di una serie di controlli che hanno riguardato cinquanta posizioni, ha accertato che la metà dei contratti di locazione è “a nero” con un’evasione fiscale di quasi 300.000 euro nel corso dei primi sei mesi dell’anno corrente. Si tratta, come specificano i giornali, di una serie di accertamenti compiuti nella città di Firenze e in alcuni dei principali comuni della provincia (fra gli altri Campi Bisenzio, Scandicci, Empoli) incrociando i dati contenuti in alcune banche dati, sulla base delle risposte fornite ad un questionario inviato a molti studenti dell’università di Firenze ed, ovviamente, anche in virtù di segnalazioni ed esposti pervenuti alla Guardi di Finanza e la Polizia Municipale di Firenze.
Questa in termini essenziali la notizia che certamente colpisce ma non sorprende in quanto più volte anche noi siamo intervenuti sull’argomento rimarcando la nostra contrarietà ad un deprecabile metodo, peraltro diffuso come l’evasione in molti altri settori ed attività, che non solo inquina il mercato ma rende impossibile giungere, sarebbe da dire finalmente, ad un diverso sistema fiscale sui redditi da locazione basato sulla più volte promessa - anche dall’attuale primo ministro in campagna elettorale - e mai attuata cedolare secca sulle locazioni. Pur non essendo assolutamente ingiustificabile l’evasione, che come detto danneggia tutti i cittadini corretti ed onesti impedendo la rimodulazione delle aliquote in base alle entrate tributarie effettive, è evidente come l’attuale livello di imposte che gravano sulla casa in generale (mitigato solo in parte minimale dall’abolizione dell’ICI sull’abitazione principale) e sulle locazioni in particolare sia arrivato ad un punto tale di onerosità da incentivare questo censurabile comportamento. Abbiamo già fatto notare nelle scorse settimane come uno studio compiuto dalla Confedilizia dimostri che la soluzione proposta, ripetiamo accolta da tutte le forze politiche, maggioranza ed opposizione, non provochi quegli stravolgimenti paventati dal governo nelle entrate fiscali in quanto la regolarizzazione di molti dei contratti esistenti, conseguente alla cedolare secca sui redditi da locazione, coprirebbe gran parte del mancato introito per la riduzione dell’aliquota imposta (legata ora alla progressività del reddito del proprietario dell’immobile) e consentirebbe il ritorno sul mercato di numerose abitazioni sfitte che tali sono anche – ma non solo - per ragioni fiscali. Questo risultato provocherebbe la contemporanea riduzione di altre spese che lo stato sostiene (attraverso gli enti locali) per dare un alloggio a chi non lo ha o per aiutare, con contributi di vario genere, coloro che non riescono a far fronte al canone di locazione.
Più volte abbiamo chiesto al governo di attuare questo provvedimento almeno per i contratti di locazione abitativa agevolata accettando i quali i proprietari (e la nostra associazione che li rappresenta in occasione delle periodiche trattative) dimostrano la massima disponibilità ed apertura ricevendo in cambio poca collaborazione da qualche comune che, vedi il caso di Firenze, pretende il pagamento dell’ICI riservandosi di restituirlo, ovviamente a tempo e comodo, al locatore. Se questo è il sistema di incentivare le locazioni e di porre fine alla piaga del nero non è certo un buon inizio!
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venerdì 3 luglio 2009
venerdì 23 gennaio 2009
La piaga degli affitti in nero
Nel corso di una conferenza stampa la Guardia di Finanza provinciale ha fornito i dati relativi alla propria attività nell’anno 2008. Tra gli interventi di controllo effettuati colpisce ed allo stesso tempo pone una serie di interrogativi ai quali non è facile dare delle risposte, quello svolto nel settore immobiliare. In particolare, sul fronte dell’evasione fiscale (si tratta di un milione di euro) legata alle locazioni in nero e principalmente nell’ambito degli affitti a studenti universitari, sia in città che nella provincia.
Tremilacinquecento controlli effettuati su un totale di oltre 14.000 studenti fuori sede iscritti all’Università di Firenze offrono uno spaccato desolante del comportamento di alcuni proprietari che, molto spesso, non si fanno scrupolo di influire in modo pesante verso ragazzi costretti a vivere fuori dalla propria realtà e dalla famiglia per costruirsi un futuro migliore. Così come preferiscono ignorare del tutto il dovere civico di ciascun cittadino di pagare le tasse e, magari, usufruire dei vari servizi pubblici da nullatenenti e quindi con le massime agevolazioni.
Un altro aspetto interessante che emerge dai dati forniti dalla G.d.F. è quello relativo alle locazioni a cittadini stranieri: si è verificato il caso di una cittadina cinese che affittava regolarmente degli appartamenti per poi cederli a nero a suoi connazionali anche irregolari. Una situazione che avevamo denunciato sollevando il problema quando ci siamo trovati ad affrontare le problematiche connesse alle nuove norme di sicurezza che prevedono, fra le altre cose, l’eventualità della confisca dell’appartamento qualora si accerti la presenza di cittadini irregolari al suo interno.
Non è poca la soddisfazione che ci deriva dal constatare come alcune delle problematiche da noi affrontate più volte, anche su questa stessa pagina, trovino piena conferma nell’esposizione dei dati dell’attività della Guardia di Finanza. Da questi, oltretutto, si desume anche la validità della nostra interpretazione di alcuni fenomeni come quelli del settore locatizio dei cittadini stranieri – comunitari e non – con riferimento particolare all’assoluta carenza di regole della comunità cinese nei confronti dei contratti e delle norme in esse contenute.
Anche la constatazione che l’azione meritoria di controllo da parte della Guardia di Finanza ha rappresentato un deterrente tale da portare ad un aumento del 10% delle registrazioni dei contratti conforta il pensiero e l’azione di Confedilizia, tesa a far comprendere alla classe politica ed ai governi succedutisi in questi ultimi anni la necessità di arrivare all’applicazione della cedolare secca del 20% sui redditi da locazione. Con il fine di conseguire il duplice risultato di eliminare il fenomeno degli affitti a “nero” e contemporaneamente riaprire il mercato degli affitti ampliando la disponibilità di abitazioni senza dover attendere i tempi biblici dell’edilizia pubblica ormai quasi ferma.
Tremilacinquecento controlli effettuati su un totale di oltre 14.000 studenti fuori sede iscritti all’Università di Firenze offrono uno spaccato desolante del comportamento di alcuni proprietari che, molto spesso, non si fanno scrupolo di influire in modo pesante verso ragazzi costretti a vivere fuori dalla propria realtà e dalla famiglia per costruirsi un futuro migliore. Così come preferiscono ignorare del tutto il dovere civico di ciascun cittadino di pagare le tasse e, magari, usufruire dei vari servizi pubblici da nullatenenti e quindi con le massime agevolazioni.
Un altro aspetto interessante che emerge dai dati forniti dalla G.d.F. è quello relativo alle locazioni a cittadini stranieri: si è verificato il caso di una cittadina cinese che affittava regolarmente degli appartamenti per poi cederli a nero a suoi connazionali anche irregolari. Una situazione che avevamo denunciato sollevando il problema quando ci siamo trovati ad affrontare le problematiche connesse alle nuove norme di sicurezza che prevedono, fra le altre cose, l’eventualità della confisca dell’appartamento qualora si accerti la presenza di cittadini irregolari al suo interno.
Non è poca la soddisfazione che ci deriva dal constatare come alcune delle problematiche da noi affrontate più volte, anche su questa stessa pagina, trovino piena conferma nell’esposizione dei dati dell’attività della Guardia di Finanza. Da questi, oltretutto, si desume anche la validità della nostra interpretazione di alcuni fenomeni come quelli del settore locatizio dei cittadini stranieri – comunitari e non – con riferimento particolare all’assoluta carenza di regole della comunità cinese nei confronti dei contratti e delle norme in esse contenute.
Anche la constatazione che l’azione meritoria di controllo da parte della Guardia di Finanza ha rappresentato un deterrente tale da portare ad un aumento del 10% delle registrazioni dei contratti conforta il pensiero e l’azione di Confedilizia, tesa a far comprendere alla classe politica ed ai governi succedutisi in questi ultimi anni la necessità di arrivare all’applicazione della cedolare secca del 20% sui redditi da locazione. Con il fine di conseguire il duplice risultato di eliminare il fenomeno degli affitti a “nero” e contemporaneamente riaprire il mercato degli affitti ampliando la disponibilità di abitazioni senza dover attendere i tempi biblici dell’edilizia pubblica ormai quasi ferma.
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