Questa settimana la nostra pagina è interamente dedicata al Convegno sulla “certificazione e riqualificazione energetica negli edifici” organizzato da Confedilizia Firenze. L’evento si terrà proprio oggi presso l’Auditorium della Cassa di Risparmio di Firenze – Via F. Portinari 5 –a partire dalle ore 9.00 ed anche l’argomento settimanale del mio intervento verte su questo importante appuntamento.
Lasciando ai relatori qualificati il compito di affrontare, in questa stessa pagina, l’analisi prettamente tecnica della questione, ritengo da parte mia più opportuno analizzare le finalità del provvedimento cui ci riferiamo. Questo apre prospettive in termini di valorizzazione della proprietà immobiliare e del contributo che attraverso il lavoro degli amministratori di condominio potrà essere dato alle problematiche del contenimento energetico e della tutela ambientale.
Per troppo tempo nella costruzione degli edifici in condominio infatti si è omesso di affrontare il problema del contenimento di energia. Allo stesso modo ci si è ben guardati dal dotare gli impianti di riscaldamento capaci di ridurre i consumi, riportando a livelli accettabili le risorse necessarie per il funzionamento degli impianti, e di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita attraverso la riduzione delle emissioni nell’atmosfera. Non parliamo poi della totale mancanza nelle costruzioni di qualsiasi impianto basato sulle fonti di energia rinnovabile. Tale carenza ha creato un gap notevole tra il nostro ed altri paesi europei, che hanno di fatto prodotto una percentuale già interessante di energia rinnovabile con il solare e l’eolico.
Purtroppo, sia per la mancanza di incentivi che per la carenza legislativa, in Italia soltanto recentemente si è affrontata la questione. Si è cercato, per la verità ancora con scarsissimo successo, di correre ai ripari per fronteggiare una gravissima crisi prodotta dalla lievitazione dei costi delle fonti energetiche tradizionali come il petrolio ed il gas metano. Il tentativo è anche andato in direzione di contribuire alla limitazione degli effetti devastanti che sempre più derivano dalle emissioni di gas nocivi nell’atmosfera.
Con l’introduzione del D. Lgs. del 29 Dicembre 2006 n° 311 si è cercato di dotare anche gli edifici esistenti di uno strumento – la certificazione energetica per l’appunto – che permetterà di aprire una nuova frontiera nell’ottica del contenimento energetico e nell’adozione di fonti rinnovabili di energia. L’augurio ed insieme la speranza è quella che un provvedimento del genere non si traduca soltanto in ulteriori spese per il condominio, ma serva veramente a creare nuove opportunità di riduzione delle spese e di miglioramento della qualità della vita.
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martedì 12 febbraio 2008
lunedì 4 febbraio 2008
Contatori del gas fasulli
Si estenderà a tutta Italia l’inchiesta della magistratura?
La notizia (riportata su alcuni quotidiani del 29 Gennaio u.s. – ndr) è questa: “nell’ambito di un’indagine della Magistratura su presunte truffe che coinvolgono aziende fornitrici del gas la Guardia di Finanza sequestra 120 contatori.”
Il motivo di questa clamorosa decisione deriva dal funzionamento non corretto di questi contatori – meglio di questo tipo di contatori – che indicherebbero un consumo superiore fino al 15% di quello reale con un danno economico notevole per le famiglie interessate.
Se da parte delle aziende coinvolte si tenta di minimizzare l’accaduto attribuendo ai soli contatori di vecchio tipo – detti a “membrana naturale” – da parte di alcuni organi di stampa e delle associazioni di consumatori si esprime la preoccupazione che, al contrario, la segnalazione di consumi superiori al reale possa riguardare milioni di contatori e, di conseguenza, milioni di famiglie italiane.
Da molto tempo questa preoccupazione era stata espressa da associazioni di consumatori e, almeno per quanto ci riguarda, anche da alcuni amministratori condominiali. Tuttavia le aziende fornitrici del servizio, forti del resto di una sorta di monopolio assoluto (ora parzialmente scalfito dalle liberalizzazioni) e di regolamenti del tutto unilaterali nella formalizzazione di diritti e doveri, hanno sempre ritenuto giustificato, e per loro giustificabile, un margine di errore intorno al 6%. Conti alla mano, quest’ultimo rappresenta già una spesa considerevole per il consumatore che, oltre al danno di sborsare cifre esorbitanti del prodotto si deve accollare anche la beffa del sovrapprezzo stabilito dal signor Contatore che ha deciso di “guadagnare” (diciamo così) qualcosa di più. E se questo accade per il gas, cosa sarà mai per i contatori dell’acqua (altro enorme mistero e strumento “tollerante” per percentuali che in soldi sono importanti) e per quelli dell’energia elettrica? Sembra difficile sperare che una volta tanto qualcuno si preoccupi degli interessi del consumatore.
Fortunatamente, mi verrebbe da dire, uno dei provvedimenti adottati dal governo – ora ex – consente, sia pure con molte perplessità da parte nostra in relazione a limitazioni abbastanza rilevanti nella possibilità di agire, di procedere con la “class action”: un’azione collettiva di risarcimento nei confronti dei responsabili di truffa ai danni dei consumatori che sarebbe una delle prime nel nostro paese e che potrebbe interessare, se alcuni dati fossero confermati, quasi 5 milioni di misuratori ed un numero più consistente di cittadini, considerando che fra questi contatori sotto accusa vi sarebbero anche quelli condominiali.
Ovviamente, Confedilizia farà la sua parte e seguirà gli sviluppi dell’inchiesta proponendosi, se necessario, quale punto di riferimento dei propri iscritti per l’eventuale azione di richiesta di risarcimento dei danni.
La notizia (riportata su alcuni quotidiani del 29 Gennaio u.s. – ndr) è questa: “nell’ambito di un’indagine della Magistratura su presunte truffe che coinvolgono aziende fornitrici del gas la Guardia di Finanza sequestra 120 contatori.”
Il motivo di questa clamorosa decisione deriva dal funzionamento non corretto di questi contatori – meglio di questo tipo di contatori – che indicherebbero un consumo superiore fino al 15% di quello reale con un danno economico notevole per le famiglie interessate.
Se da parte delle aziende coinvolte si tenta di minimizzare l’accaduto attribuendo ai soli contatori di vecchio tipo – detti a “membrana naturale” – da parte di alcuni organi di stampa e delle associazioni di consumatori si esprime la preoccupazione che, al contrario, la segnalazione di consumi superiori al reale possa riguardare milioni di contatori e, di conseguenza, milioni di famiglie italiane.
Da molto tempo questa preoccupazione era stata espressa da associazioni di consumatori e, almeno per quanto ci riguarda, anche da alcuni amministratori condominiali. Tuttavia le aziende fornitrici del servizio, forti del resto di una sorta di monopolio assoluto (ora parzialmente scalfito dalle liberalizzazioni) e di regolamenti del tutto unilaterali nella formalizzazione di diritti e doveri, hanno sempre ritenuto giustificato, e per loro giustificabile, un margine di errore intorno al 6%. Conti alla mano, quest’ultimo rappresenta già una spesa considerevole per il consumatore che, oltre al danno di sborsare cifre esorbitanti del prodotto si deve accollare anche la beffa del sovrapprezzo stabilito dal signor Contatore che ha deciso di “guadagnare” (diciamo così) qualcosa di più. E se questo accade per il gas, cosa sarà mai per i contatori dell’acqua (altro enorme mistero e strumento “tollerante” per percentuali che in soldi sono importanti) e per quelli dell’energia elettrica? Sembra difficile sperare che una volta tanto qualcuno si preoccupi degli interessi del consumatore.
Fortunatamente, mi verrebbe da dire, uno dei provvedimenti adottati dal governo – ora ex – consente, sia pure con molte perplessità da parte nostra in relazione a limitazioni abbastanza rilevanti nella possibilità di agire, di procedere con la “class action”: un’azione collettiva di risarcimento nei confronti dei responsabili di truffa ai danni dei consumatori che sarebbe una delle prime nel nostro paese e che potrebbe interessare, se alcuni dati fossero confermati, quasi 5 milioni di misuratori ed un numero più consistente di cittadini, considerando che fra questi contatori sotto accusa vi sarebbero anche quelli condominiali.
Ovviamente, Confedilizia farà la sua parte e seguirà gli sviluppi dell’inchiesta proponendosi, se necessario, quale punto di riferimento dei propri iscritti per l’eventuale azione di richiesta di risarcimento dei danni.
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