Proprio nella giornata di oggi, quando queste brevi considerazioni andranno in edicola, si terrà a Campi Bisenzio nella Limonaia di Villa Montalvo un interessante convengo sul “federalismo fiscale” il cui scopo è quello di fare chiarezza su un provvedimento destinato a modificare in modo considerevole la pubblica amministrazione e, presumibilmente, tutto il sistema impositivo e di ridistribuzione del reddito fra le varie regioni ed enti locali.
Indubbiamente, si tratta di una delle più importanti riforme. Da questa dipende infatti molto dei futuri assetti istituzionali le cui conseguenze potrebbero essere dirompenti se non venisse attuata con quel necessario mix tra interessi localistici e la più generale necessità di proteggere parti del paese più povere e/o con minori entrate dovute alla scarsa forza della produzione di risorse economiche.
Siamo alla vigilia di una svolta che potrebbe portare ad una possibile eliminazione di molte di quelle storture provocate da uno stato centralista, per certi versi non più in grado di controllare la spesa pubblica (anche se non sono certo migliori le situazioni di moltissime regioni, provincie e comuni) e di modificare l’assurdo peso dell’evasione fiscale che si scarica su una sola una parte del paese (sicuramente tutta la parte relativa al lavoro dipendente) costretta a farsi carico di aliquote così elevate da impedire un effettivo miglioramento delle condizioni di vita, rese sempre più difficili dalla criticità della situazione economica generale.
E’ grandissimo, tuttavia, il rischio insito in un’operazione che certamente non potrà che essere di tipo “solidale” e quindi tale da consentire alle regioni meno virtuose di continuare ad usare il denaro pubblico in modo scorretto. A ciò, conseguirà l'uscita della spesa da ogni controllo (come dimostrato dall’inefficienza di alcuni settori come ad esempio il sistema sanitario), confidando nei trasferimenti da parte delle Regioni economicamente più forti, ma al contempo anche più virtuose. Altrettanto preoccupante è l’incertezza sul costo di questa operazione, che, a prima vista, sembrerebbe molto elevato e a carico principalmente dei ceti medi delle Regioni più produttive del Paese (principalmente del Nord), sulle cui spalle rischierebbe di cadere l’onere principale della riforma.
Sarebbe un modo indubbiamente negativo di attuare un provvedimento per il quale si sono spese (e qualche volta sprecate) milioni di parole – positive o negative - in relazione alle varie parti politiche che si sono pronunciate. Tutto questo dibattere non ha certo portato a quella chiarezza che sarebbe stata auspicabile e necessaria vista la rilevanza dell’iniziativa e le sue possibili conseguenze negative per i cittadini, ove fosse sbagliato l’approccio con un problema di dimensioni enormi in rapporto al sistema attualmente vigente e consolidato.
Ed allora ben vengano convegni come questo, perché di una cosa certamente non avremmo bisogno: dell’improvvisazione e quindi della cattiva legislazione in primo luogo; della moltiplicazione degli enti e delle competenze (in definitiva dell'aumento dell’imposizione fiscale) in secondo luogo. Siamo forse pessimisti ma trovateci un motivo per non esserlo!
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venerdì 17 aprile 2009
mercoledì 7 gennaio 2009
Consorzio di bonifica dell'area fiorentina: altro che calunniatori!
Avevamo finito l’anno con una polemica, peraltro non voluta da noi, con il Consorzio di bonifica dell’area fiorentina nella persona del suo Presidente, il quale alla legittima - ed espressa i maniera correttamente democratica, oserei dire - presa di posizione di Confedilizia contro la tassa applicata in modo estensivo a parte del territorio di competenza del consorzio stesso, non ha saputo far meglio che rispondere accusandoci di essere dei calunniatori.
Niente nei nostri interventi poteva minimamente far pensare a qualcosa che avesse a che fare con le calunnie, ove non si volesse considerare tale qualsiasi opinione diversa sui consorzi di bonifica e sull’opportunità del loro mantenimento da quella dell’attuale presidente.
Tuttavia, era stato per noi facile dimostrare che se da parte nostra ci fosse stata – e così non era – volontà calunniatoria saremmo stati pur sempre in buona compagnia, avendo espressa analoga posizione nei riguardi dei consorzi personaggi molto più importanti e rappresentativi di noi.
La questione, a nostro parere, poteva essere considerata chiusa, ma alcuni avvenimenti verificatisi le ultime ore dell’anno appena trascorso e le prime del nuovo da poco arrivato ci hanno consigliato di ritornare sull’argomento. Ciò, per aggiungere altri due buoni motivi che avvalorano le nostre tesi. Infatti, il Consiglio Regionale della Toscana ha affrontato la questione della riduzione dei consorzi di bonifica - anche se per il momento niente è stato deciso e tutto è stato rimandato alla commissione ambiente e territorio per le decisioni sui tagli (da 13 a 6 ma sarebbe un primo passo) – ma soprattutto il nostro Presidente della Repubblica ha sollecitato le forze politiche, meglio dire la politica in generale, ad affrontare con forza e decisione la questione morale nella quale a giusto titolo rientrano i costi della politica.
Come si vede è evidente come il numero delle persone – non persone qualsiasi ovviamente – che hanno proposto e suggerito la riduzione della spesa pubblica, e della politica in particolare, sta aumentando di giorno in giorno e quello che per noi sembrava una speranza lungi da trasformarsi in realtà diventa sempre più realizzabile.
Certo noi non potevamo immaginare, figuriamoci sperare, che il nostro Presidente della Repubblica affrontasse con decisione questo problema e ne facesse oggetto di un intervento autorevole in occasione dei propri discorsi ufficiali per salutare l’anno vecchio ed accogliere quello nuovo. Non potevamo allo stesso modo prevedere che anche in sede locale – ai più alti livelli – si cominciasse a pensare di intervenire con decisione per la riduzione della spesa pubblica mediante l’abolizione di centinaia e centinaia di poltrone e poltroncine che gravano sulle nostre risorse in modo notevole, spesso senza giustificazione per l’esistenza di soluzioni alternative più economiche. Vuoi vedere che il 2009 ci porterà qualche bella novità? Sicuramente, ha già portato ulteriori e non necessarie conferme del fatto che non siamo dei calunniatori.
Niente nei nostri interventi poteva minimamente far pensare a qualcosa che avesse a che fare con le calunnie, ove non si volesse considerare tale qualsiasi opinione diversa sui consorzi di bonifica e sull’opportunità del loro mantenimento da quella dell’attuale presidente.
Tuttavia, era stato per noi facile dimostrare che se da parte nostra ci fosse stata – e così non era – volontà calunniatoria saremmo stati pur sempre in buona compagnia, avendo espressa analoga posizione nei riguardi dei consorzi personaggi molto più importanti e rappresentativi di noi.
La questione, a nostro parere, poteva essere considerata chiusa, ma alcuni avvenimenti verificatisi le ultime ore dell’anno appena trascorso e le prime del nuovo da poco arrivato ci hanno consigliato di ritornare sull’argomento. Ciò, per aggiungere altri due buoni motivi che avvalorano le nostre tesi. Infatti, il Consiglio Regionale della Toscana ha affrontato la questione della riduzione dei consorzi di bonifica - anche se per il momento niente è stato deciso e tutto è stato rimandato alla commissione ambiente e territorio per le decisioni sui tagli (da 13 a 6 ma sarebbe un primo passo) – ma soprattutto il nostro Presidente della Repubblica ha sollecitato le forze politiche, meglio dire la politica in generale, ad affrontare con forza e decisione la questione morale nella quale a giusto titolo rientrano i costi della politica.
Come si vede è evidente come il numero delle persone – non persone qualsiasi ovviamente – che hanno proposto e suggerito la riduzione della spesa pubblica, e della politica in particolare, sta aumentando di giorno in giorno e quello che per noi sembrava una speranza lungi da trasformarsi in realtà diventa sempre più realizzabile.
Certo noi non potevamo immaginare, figuriamoci sperare, che il nostro Presidente della Repubblica affrontasse con decisione questo problema e ne facesse oggetto di un intervento autorevole in occasione dei propri discorsi ufficiali per salutare l’anno vecchio ed accogliere quello nuovo. Non potevamo allo stesso modo prevedere che anche in sede locale – ai più alti livelli – si cominciasse a pensare di intervenire con decisione per la riduzione della spesa pubblica mediante l’abolizione di centinaia e centinaia di poltrone e poltroncine che gravano sulle nostre risorse in modo notevole, spesso senza giustificazione per l’esistenza di soluzioni alternative più economiche. Vuoi vedere che il 2009 ci porterà qualche bella novità? Sicuramente, ha già portato ulteriori e non necessarie conferme del fatto che non siamo dei calunniatori.
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